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140 Anni di Roma Capitale
Roma, 5 ago. - (Adnkronos) - Fu una breccia di 30 metri, aperta il 20 settembre 1870 in prossimita' di Porta Pia, a consentire l'accesso delle truppe di Cadorna nella Roma Pontificia. Pochi giorni dopo un plebiscito popolare sanci' l'annessione di Roma al Regno d'Italia, il primo passo verso la sua proclamazione a Capitale d'Italia nel febbraio del 1871. A 140 anni da quella storica data il Comune di Roma organizza, da sabato 18 a lunedi' 20 settembre, tre giorni di manifestazioni, dibattiti, spettacoli, inaugurazioni e visite guidate per rivivere un momento storico eccezionale.
Il programma dettagliato e' in fase di definizione e, appena disponibile, sara' online su www.comune.roma.it, www.060608.it. La prima giornata sara' dedicata agli studi, la seconda proporra' al pubblico eventi di spettacolo, arte, musica lungo l'asse che va da Porta Pia a Largo S. Susanna e l'ultima giornata avra' carattere istituzionale, con la visita di Stato del Presidente della Repubblica alla citta' di Roma.
Grazie alla collaborazione con la Presidenza della Repubblica, i Ministeri della Repubblica e la Citta' del Vaticano, le celebrazioni si svolgeranno lungo le strade ma anche in palazzi storici, sedi di ministeri, chiese e monumenti della citta' con il coordinamento organizzativo di Ze'tema Progetto Cultura.

Eventi a Roma dal 18-20 Settembre

Cultura: per i 140 anni di Roma Capitale tre giorni ricchi eventi

Roma, 5 ago. - (Adnkronos) - Fu una breccia di 30 metri, aperta il 20 settembre 1870 in prossimita' di Porta Pia, a consentire l'accesso delle truppe di Cadorna nella Roma Pontificia. Pochi giorni dopo un plebiscito popolare sanci' l'annessione di Roma al Regno d'Italia, il primo passo verso la sua proclamazione a Capitale d'Italia nel febbraio del 1871.

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Don't Stop The Music
I Papa Boys e l' associazione culturale Cantieri Sonori sono orgogliosi di presentarvi "Don't Stop the Music", evento musicale che avrà luogo il giorno 26 Giugno dalle 15.00 alle 20.00 nella prestigiosa location del Circo Massimo.
Il concerto sarà presentato da Andrè, giovane cantautore romano (reduce da SanRemo 2004), e avrà come special guest Julian Borghesan, conduttore radiotelevisivo sulle emittenti Rai, da sempre attento al pubblico più giovane. Sul palco si alterneranno gruppi rock emergenti del panorama romano - tra cui i Boxerin Club, vincitori del premio speciale della giuria del concorso "In the Name of Rock" - e i giovani artisti della scuola di musica dell'associazione culturale Cantieri Sonori che dal 2007 è impegnata in progetti di formazione artistica giovanile ed organizzazione di eventi di carattere culturale, musicale e teatrale.
La manifestazione è stata pensata come un'occasione di incontro per i giovani della capitale, di intrattenimento e divulgazione culturale e infine come vetrina per i giovani di talento della nostra città che spesso trovano con difficoltà spazi adeguati in cui esibirsi e far conoscere la propria arte al grande pubblico.
L'evento "Dont Stop the Music" sarà poi seguito dall'Adunanza Eucaristica Nazionale, una veglia di preghiera a cura della Basilica di Sant’Anastasia al Palatino con l’Assessorato delle Politiche Sociali e familiari del Comune di Roma, e si inserisce nel contesto del “II° meeting delle Associazioni no profit e onlus”: dunque non soltanto un'occasione per entrare in contatto con la propria spiritualità ma in primo luogo un modo diverso per vivere una giornata di arricchimento del proprio bagaglio culturale e umano in un contesto giovane e piacevole

Don't Stop The Music

Cantieri Sonori live al Circo Massimo di Roma per cinque ore di musica no-stop!

I Papa Boys e l' associazione culturale Cantieri Sonori sono orgogliosi di presentarvi "Don't Stop the Music", evento musicale che avrà luogo il giorno 26 Giugno dalle 15.00 alle 20.00 nella prestigiosa location del Circo Massimo.

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Ligabue in tour, debutto a Roma
ROMA (28 aprile) - L’estate del Liga è cominciata a marzo. Con uno di quei compleanni che non si dimenticano: 50 anni, vale a dire il segno, volenti o nolenti, della sopraggiunta maturità. Invito implicito a mettersi in pista e darne prova. Ed ecco Luciano che esce dalla sua tana, confessa di aver vissuto un periodo non proprio felice, ne racconta qualcosa anche nel nuovo album bello tosto e pregusta già una serie di quei concerti oceanici, ovvero negli stadi, che sono un bel tonico per qualsiasi bisogno di tenere alta la propria autostima.
Debutto a Roma, Stadio Olimpico, il 9 luglio, replica il 10, trasferimento a Firenze (il 13), doppia Milano (16 e 17), Padova (il 20) e Messina (il 24): una vera campagna d’Italia (chi oggi si può permettere di riempire due volte l’Olimpico, a parte Vasco?) coi suoni e i temi lanciati proprio dal cd in uscita, il numero nove della sua carriera, a cinque anni dall’ultimo di inediti (Nome e Cognome), a venti esatti dal suo debutto e così atteso da essere già multiplatino in prenotazione (sarà in vendita dall’11 maggio).
L’aria che si respira nel neocinquantenne Ligabue da Correggio è chiara fin dal titolo, Arrivederci, mostro. Insieme invito a lasciare da parte «fantasmi, ossessioni, condizionamenti» e a ritrovare «voglia di giocare, leggerezza, energia e fiducia», secondo l’augurio che lancia l’ultimo verso cantato dell’album Il meglio deve ancora venire (che poi è il titolo di quella canzone conclusiva) che fa il paio con un’altra frase scolpita nel disco: Vivere è un atto di fede contenuta in un altro brano di un lavoro molto autobiografico, introspettivo, denso, dove i suoni rock fanno da muscoli e le chitarre hanno modo di provocare le giuste scintille, sapientemente combinati dal produttore Corrado Rustici.
«Quello che voglio è arrivare alla gente più che posso. Sono contento quanto una mia canzone la fischietta un muratore come un avvocato, senza dover fare salti mortali per far parlare di me a tutti i costi» confessa il rocker emiliano nel suo studio di Correggio. Eppure la chiave per rinnovare quel rapporto, spiega, «sta nel sapersi raccontare anche rischiando di essere vulnerabile».
La ferita personale a cui si riferisce, riguarda un fatto assai privato che questa volta Liga, persona abitualmente riservata, preferisce rivelare: “Quello di Caro il mio Francesco non è un attacco, ma uno sfogo. Ero molto sensibile in quel momento, io e la mia compagna abbiamo perso un bambino al sesto mese di gravidanza nel novembre 2008. Un lutto con cui è difficile pacificarsi». In quello stato d’animo, nel corso di una notte senza sonno, è nata una canzone in forma di lettera inviata a Guccini, uno sfogo verso la “spocchia, lo snobismo e l’incoerenza” di alcuni colleghi e addetti ai lavori.
Per fortuna i tempi sono cambiati. E oggi Luciano ammette di «vivere un periodo buono». «Riesco a sentire l’affetto del pubblico. Crescendo sono riuscito anche a controllare il lato permaloso del mio carattere e a trovare una vena ironica, anche se poi la mia ironia non è facile da capire, e me ne rendo conto. Ma, per esempio, la frase con cui apro il brano Nel tempo, che dice: “C’ero quando sono nato” a me fa molto ridere. Il lato positivo si avverte nei pezzi più leggeri: per esempio nel riuscito Taca banda, un blues-shuffle che segna la presenza alla batteria del figlio di Luciano, Lenny.
Il brano più rock e tosto è La verità è una scelta: «Ha delle sonorità noise e una veste potente» commenta. Dalla session di Arrivederci, mostro! è spuntata anche una versione acustica del primo singolo, Un colpo all’anima, versione acustica che verrà inserita in una ripubblicazione del disco prevista per Natale: «Volevo far capire come a volte basta cambiare vestito ad una canzone perché quasi cambi di significato», ha raccontato.

Ligabue in tour, debutto a Roma

Il cantautore parla del suo cd "Arrivederci, mostro!"

L’estate del Liga è cominciata a marzo. Con uno di quei compleanni che non si dimenticano: 50 anni, vale a dire il segno, volenti o nolenti, della sopraggiunta maturità.

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